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L’elemento comune erano sempre le spezie e le droghe per le loro caratteristiche organolettiche che riuscivano a mascherare odori e sapori sgradevoli. Oggi la conservazione delle carni si basa sulla salagione o sull’affumicatura. Dal XIX secolo si sono sviluppate le tecniche di conservazione, attraverso conservanti o additivi, che oltre a garantire la sicurezza aiutano a mantenere colore, aroma e qualità. Un esempio sono i nitrati.
Nell’antichità la principale tecnica di conservazione era la salagione, anche se non era utilizzabile per tutti i tipi di animali, in particolare venivano esclusi quelli troppo giovani o troppo magri. Altre tecniche prevedevano il congelamento della materia nelle ghiacciaie, o l'immersione delle carni in un coccio colmo di sabbia secca mantenuto a bassa temperatura, o ancora l'immersione in vasi ricoperti di polvere di carbone.
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